Il biofeedback per trattare il Pavimento Pelvico

Il Biofeedback per trattare il Pavimento Pelvico

Il biofeedback è un valido strumento utilizzato nella riabilitazione del pavimento pelvico.

Può essere utilizzato sia per per favorire la contrazione del perineo (ad esempio in caso di incontinenza), sia il rilassamento di questo (ad esempio in caso di “rigidi” al suo interno).

Queste attività, grazie al biofeedback, sono visibili al paziente e al terapista sotto forma di stimoli visivi, uditivi e tattili; ciò rende più facile l’attivazione o il rilassamento di una zona del corpo che spesso le pazienti non conoscono e non sanno come “controllare e comandare”.

Il macchinario permette quindi di avere un riferimento oggettivo e misurabile, che verrà successivamente utilizzato nel processo educativo, al fine di raggiungere l’obbiettivo terapeutico.

Il parametro in questione non è altro che l’attività muscolare del perineo oppure della pressione intracavitaria (pressione all’interno della vagina) generata dal pavimento pelvico e dall’addome.

Che cosa succede durante il trattamento con il Biofeedback?

Quando gli esercizi vengono svolti, i segnali elettrici dai muscoli perineali vengono registrati su uno schermo, dando così la possibilità al paziente di apprezzare e auto valutare le fasi di contrazione e di rilassamento corrette che il pavimento pelvico deve effettuare nel corso di un esercizio.

Possiamo quindi dire che il biofeedback permette una strategia di apprendimento basata sull’approccio psico-fisico, finalizzata a far acquisire alla paziente la consapevolezza del proprio perineo, cosicché possa controllarlo in relazione alla sua disfunzione.

La rilevazione elettromiografia avviene mediante una sonda inserita all’interno della vagina o del retto, a seconda del distretto da trattare; in alcuni casi possono essere utilizzati elettrodi di superficie.

Le sonde hanno una forma ed una dimensione congruente ai disagi della paziente ed al suo perineo, sono personali e vengono acquistate dal paziente direttamente presso il centro.

Quando si usa e quando è sconsigliato il Biofeedback?

Le indicazioni terapeutiche all’uso del Biofeedback comprendono tutte le alterazioni muscolari; sia in caso di ipertono (aumento della rigidità), sia di ipotono (eccessivo rilassamento).

L’utilizzo di questo strumento è un ottimo punto di partenza, perché può essere sfruttato come parametro valutativo (grazie alla possibilità di registrare le attività svolte dal paziente), oppure come iniziale approccio alla presa di coscienza del proprio pavimento pelvico.

Viene inoltre utilizzato durante la fase di “perfezionamento” per il miglioramento dell’endurance muscolare (ripetizioni e durata delle contrazioni) e come mezzodi controllo e mantenimento dei risultati raggiunti.

Le controindicazioni sono essenzialmente due ovvero:

In cosa consiste l’elettrostimolazione data dallo strumento del Biofeedback?

L’elettrostimolazione funzionale è una tecnica passiva, che produce una stimolazione ciclica della muscolatura pelvica e delle strutture nervose migliorandone:

È totalmente indolore e viene utilizzata mediante sonde endocavitarie oppure tramite elettrodi cutanei.

Questi ultimi vengono utilizzati soprattutto nel caso della stimolazione del nervo tibiale posteriore.

Neuromodulazione del nervo tibiale posteriore

Viene ottenuta stimolando elettricamente il Nervo Tibiale Posteriore in prossimità della caviglia.

Tale nervo contiene fibre che originano dalla radice sacrale S3, dalla quale partono fibre per l’innervazione della vescica urinaria, dunque si determina una stimolazione riflessa a livello detrusoriale (strato muscolare della parete della vescica) e del collo vescicale.

L’attivazione del Nervo Tibiale Posteriore ha indicazioni terapeutiche tra cui: iperattività detrusoriale (eccessiva attivazione dello strato muscolare della parete della vescica) e ipocontrattilità detrusoriale (scarsa strato muscolare della parete della vescica)

Indicazioni e controindicazioni all’elettrostimolazione del Pavimento Pelvico

È indicato per tutti le perdite di tono del pavimento pelvico.

Le controindicazioni riguardano:

  • Portatori di pace-maker non schermati
  • Donne in gravidanza
  • Infezioni perineali in atto
  • Neoplasie distrettuali

Trattamento TENS per il pavimento pelvico

È uno strumento che produce correnti elettriche indolori al fine di stimolare i nervi attraverso la cute grazie al collegamento con elettrodi di superfice o sonde.

L’apparecchio genera delle correnti antalgiche che vengono impiegate nella Terapia del Dolore attraverso lievi impulsi elettrici che attivano fibre nervose riducendo la percezione del dolore.

L’effetto antalgico della TENS è quindi da attribuire all’inibizione delle afferenze nervose coinvolte nella trasmissione nocicettiva (inibizione delle vie del dolore).

Come indicazione per eccellenza vi è il dolore pelvico cronico e tutte le sue forme di dolore (vuvodinia,dispareunia…)

Le controindicazioni sono invece le medesime dell’elettrostimolazione.

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